
Benedetta l'incoscienza".
Piero Armenti e Antonio Pagliula
"L'altra America. Tra Messico e Venezuela storie dell'estremo Occidente"
edizioni Arcoiris.
info: notiziedacaracas.it
un documentario di / a documentary by Silvia Luzi/Luca Bellino

Liberazione, 4 ottobre 2009
“LA BATTAGLIA DELLA INNSE” - 15 mesi di resistenza questa sera su Raitre
di Roberta Ronconi
“Scusi, ma lei davvero sta facendo una lotta operaia? E ci crede?”. La giovane regista Silvia Luzi e il suo gruppo di produzione della cooperativa Suttvuess ha trent'anni e fino a due mesi fa pensava che gli operai – nonché le loro lotte – fossero un genere estinto da tempo. Del resto, chi non lo crede? E perché non dovrebbe essere così, visto che non si vede una faccia di operaio od operaia da nessuna parte, mai? Quei quattro disperati arrampicati su una gru che a un certo punto hanno fatto capolino dalle nostre televisioni in un giorno di agosto sembravano essere sbucati da un fumetto di Dylan Dog più che da una strada di Lambrate. Quello che è successo poi, qualcuno di noi già lo sa. Ma sarebbe bene che lo sapessero tutti.
L'occasione giusta – e da diffondere – è l'appuntamento questa sera con Presadiretta di Riccardo Iacona su Raitre. Dopo la prima parte del programma, tutta dedicata alla Tav e al mostruoso esborso che l'alta velocità sta costando al paese (il titolo, non ha caso è “La Stangata”), verso le 22:30 l'appuntamento è con il reportage “La Battaglia della INNSE”, realizzato dalla Suttvuess in quegli 8 giorni e 7 notti che hanno segnato l'inizio della stagione di battaglie sui tetti.
Il documentario è un'occasione unica per vedere cosa è successo realmente in quella settimana di fuoco alla fabbrica meccanica di via Rubattino e per ripercorrere la storia di una battaglia contro la svendita di una fabbrica sana iniziata ben 15 mesi prima degli eventi più eclatanti, ma di cui nessuno (la stampa per prima) non si era accorto. E' la storia di 49 operai che tentano di difendere la propria fabbrica, svenduta per due lire anche se ancora produttiva. La politica fa finta di niente, le amministrazioni locali parlano senza agire. Fino all'esasperazione e alla scelta di arrampicarsi in alto, su una gru, di Fabio, Luigi, Vincenzo, Massimo, assieme a un sindacalista della Fiom, lì per oltre una settimana, un sole d'agosto a più di 40 gradi, viveri e acqua rimediati dai parenti (il sindaco, nemmeno una bottiglietta di minerale) che rimangono sotto, ogni giorno raggiunti da decine e centinaia di persone, altri lavoratori, anziani, giovani che vengono a manifestare la propria solidarietà a quei quattro testardi.
Questa sera, la televisione testimonierà di loro, per loro, finalmente. Ditelo in giro, si tratta di uno squarcio su un'Italia diversa da quella insulsa a cui siamo assuefatti. Si tratta di una speranza che non va persa, e da cui ripartire.

Current Doc: La Minaccia
A partire da Lunedì 21 Settembre alle 22:30, in anteprima assoluta in Italia. Un documento scomodo sulla rivoluzione bolivariana e il suo leader Hugo Chávez.

"Per il bambino povero l'orchestra diventa qualcosa di indispensabile... Abbraccia il suo strumento come un'arma, un'arma di difesa e di attacco alla vita.ISTANTANEE DALLA RIVOLUZIONE (Revolution Snaps) from Luca Bellino on Vimeo.
Estratto dal documentario di Luca Bellino e Silvia Luzi (inedito)
ISTANTANEE DALLA RIVOLUZIONE
2008 - 26'



RomaFictionFest e Doc.it presentano





È disponibile dal 12 febbraio scorso la versione in digitale del docufilm di Luca Bellino e Silvia Luzi, La minaccia sull'enigma Hugo Chávez, il presidente del Venezuela. Il Dvd, edito dalla Suttvuess che ha prodotto il film, è infatti in vendita momentaneamente sul sito internet omonimo e reperibile in alcune librerie di Roma, ad esempio a Trastevere alla Libreria del cinema.
I due autori assicurano che presto sarà distribuito in tutta Italia: "Abbiamo scelto di editarlo in Dvd perché l'interesse per il film è fortissimo ma non ha trovato altri canali distributivi". La minaccia sarà proiettato domani al cinema allo Gnomo di Milano nella rassegna curata da Esterni, Sguardi Altrove Film Festival.
Anche la Rai che aveva acquisito i diritti, dichiarano gli autori, li ha fatti scadere senza mai trasmetterlo, mentre all'estero è stato trasmesso in prima serata dalla tv NHK in Giappone ed è uscito in sala in Brasile.
La minaccia racconta i sei mesi dell'ultimo referendum elettorale in Venezuela, in un paese diviso tra l'eccitazione di una rivoluzione e la paura di una deriva totalitaria.
La minaccia tra marzo e aprile sarà al Cartagena de Indias in Colombia, unico film italiano in rassegna insieme a Gomorra. Successivamente sarà al One World Film Festival di Praga e in giro in sei diverse città della Repubblica Ceca in occasione del semestre di Presidenza UE; poi sarà la volta del Festival di Cinema di Catalogna a Lleida; dei festival di Oaxaca (Messico) e Austin (Texas), e infine sarà presentato all'Università di Cambridge.
[di Fe. I]L'ultima cinepresa

La Minaccia (www.laminaccia.com) di Luca Bellino e Silvia Luzi è in vendita. In dvd. Il documentario ha fatto il giro del mondo tra festival e proiezioni su diverse Tv, tra cui quella giapponese. In Italia è stato oggetto di un piccolo caso: non è mai stato trasmesso in Rai, che pure ne acquistò i diritti. Io, nel mio piccolo, voglio sottolineare due meriti.
1) Aver ritratto la rivoluzione e il suo rovescio, senza apologie né accuse: aver mischiato gli emigranti del centro-italo alle fatiche del barrio: entrambi Venezuela. Entrambi con pari dignità, pari voce, ma anche colpe. Nel barrio si aspettano la rivoluzione come "tutto e subito", la strada è lunga, la sofferenza, i proiettili, sono l'hic et nunc. Nelle oasi di benessere mancano occhi per vedere, e mani per fare. Si vive l'allegoria del passato, la ripetizione di gesti senza senso, vuota e flebile ripetitività. L'incomunicabilità è norma, le difficoltà sono anche della cinepresa, che smarrita si interroga...e smarrita rimane. Nessun giudizio di valore, l'inquietudine come unica verità.
2) Lasciatemi sottolineare però la parte su Alò Presidente: un capolavoro, anatomia non del potere, ma del potente. L'Hugo show-man che non si risparmia, ammicca, applaude, e si gode l'applauso con tronfia auto-approvazione. Quando comunica la rivoluzione, Hugo sta dando il senso alla rivoluzione. L'unico senso possibile: che non è la rivoluzione fatta, ma quella narrata. Irripetibile l'opera della cinepresa, che rovista e vede cose lì dove cose non ci sono o non dovrebbero esserci. Chàvez è bello e epico sullo sfondo del Venezuela millenario, quello contadino. E' iconografia di un eroe contemporaneo. Irripetibile.
Piero Armenti